Come in ogni disciplina l’informazione è fondamentale, tanto più nella delicata arte dell’ormeggio.
Se poi sei un novellino nel settore delle imbarcazioni, l’ormeggio potrebbe rappresentare causa di ansie e preoccupazioni, in quanto in gioco ci sono l’incolumità della tua barca e di quella altrui.

Per questo motivo abbiamo deciso di redigere un articolo che ti rassicuri, indicando 6 step da seguire per effettuare un corretto ormeggio.

 

STEP 1: Controllare e informarsi su tutto

Il mare è un’ecosistema ricco di variabili, sia naturali che artificiali.
Per ridurre la rilevanza di queste, prima di ormeggiare è necessario prendersi del tempo per:
– Studiare venti e correnti.
– Informarsi sul porto in cui andrai a eseguire le manovre. Se non lo conosci bene consigliamo di consultare il Portolano, e nel caso non fosse sufficiente, di contattare anche la marina di riferimento (canali VHF).
– Analizzare come reagisce la tua barca a certe manovre. Soprattutto se sei una new entry del mondo nautico, dovresti testare la tua barca prima di ormeggiare, preferibilmente in zone dove ti è permesso avere un certo margine di errore.
– Focalizzarsi sul posto di ormeggio che andrai ad occupare, premeditando quindi le specifiche manovre a seconda del tipo di ormeggio che andrai ad eseguire.

STEP 2: Sistemare i parabordi

Prepara i parabordi già prima di avvicinarti alla banchina, sia per motivi organizzativi sia per evitare di danneggiare la tua barca o quella degli altri skipper. Ricordiamo che il numero minimo di parabordi è 3 per fiancata e che per farli lavorare correttamente, dovrai iniziare a inserirli dal centro della barca, il punto infatti in cui questa è piu larga.

Ovviamente, una volta in prossimità della banchina, dovrai avere l’accortezza di ricalibrare l’altezza dei parabordi.

Per evitare che tu prenda scelte spartane in caso di difficoltà, nel momento di massimo avvicinamento alla banchina consigliamo di tenere un parabordo libero, cioè non attaccato.
Questo potrebbe infatti fungere da “ancora di salvezza”.

STEP 3: Preparare le cime per l’ormeggio

Avere tutti gli strumenti predisposti e pronti all’utilizzo è forse il miglior consiglio che possiamo darti, in quanto diminuiscono l’ansia e prevengono potenziali danni.
È per questo che consigliamo di predisporre le cime in due matasse ordinate, delle quali una verrà lasciata a bordo, mentre l’altra lanciata in banchina. Due luoghi dell’imbarcazione dove consigliamo di appoggiare le cime adugliate, così da averle a disposizione al momento del lancio, sono il motorino fuoribordo e il ferro di cavallo salvagente.
A te la scelta.

STEP 4: Istruire

Una volta che hai preparato la barca dovrai allineare il tuo equipaggio, istruendolo in maniera pacata e dettagliata sui passi e sulle azioni che dovrà compiere durante l’ormeggio. Vogliamo infatti ricordare che una programmazione trasparente e corretta dell’ormeggio è l’arma vincente per affrontarlo.
Solitamente è preferibile lavorare in due: lo skipper a comando e l’uomo di prua in supplemento.
Coloro che non interverranno in aiuto dello skipper dovranno sostare sul pozzetto o sottocoperta.
Ricollegandoci però alla regola numero 2, uno di questi potrebbe rendersi utile nell’attaccare il parabordo libero in caso di necessità.

Il mantra assolutamente da seguire durante l’ormeggio è: “nessuno deve farsi male”.
Per questo motivo sia lo skipper che l’uomo di prua dovranno essere allineati verso lo stesso obiettivo.
Molto spesso avvengono incidenti per la mancanza di corretta comunicazione tra queste due figure, spesso causata da una forte permalosità da parte dell’uomo di prua, ripreso precedentemente dal “comandante”della barca.
Essere chiari nella programmazione permette allo skipper di non dover urlare successivamente all’aiutante, il quale, se purtroppo ciò avviene, deve rimanere solido e concentrato al fine di non commettere altri errori.

STEP 5: Non strafare

Avvicinati lentamente al posto barca. Senza fretta, nessuno ti corre dietro.
Così facendo, anche sbatti contro la banchina o altre barche, i danno saranno certamente limitati.

STEP 6: Attraccare al posto giusto

Raramente nella Costa Adriatica si ormeggia a porto con l’ancora. Questa viene più utilizzata nelle baie, dove lo spazio tra una barca e l’altra è maggiore.

Solitamente qui in zona oltre alle classiche bitte a terra, come punto di attacco vengono utilizzati anche la catena di ammiragliato o le briccole.

La prima è una catena distesa che taglia a metà il canale, lungo la quale le barche possono legare le cime. Le briccole invece sono lunghi pali che escono dall’acqua, e anche a questi è possibile attraccarsi.
Dovrai obbligatoriamente ancorarti a uno di questi due strumenti quando, per il forte vento, ci sarà il rischio di sbattere sulla banchina.

Le bitte invece tengono la barca attaccata alla banchina. Quando la barca è ferma, se vi è il personale del porto a terra, non dovrai fare altro che lanciargli le cime, per permettergli di annodarle alle bitte. Nel caso non ci fosse, dovrai semplicemente scendere a terra e legarle autonomamente.

 

Una volta che la barca è stata ormeggiata non ti rimane altro che rilassarti, consapevole però che altre persone potrebbero trovarsi in difficoltà nell’ormeggiare la barca.
Se sei un vero marinaio, in questi casi, il tuo primo pensiero deve essere quello di aiutarle, spiegando a voce le manovre da compiere, magari riprendendo qualche piccolo consiglio che ti abbiamo fornito in questo articolo.

 

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